9/18/2015

XXII Giornata modiale dell'Alzheimer

Alzheimer: una parola che fa ancora paura, una malattia che debilita l'individuo nel fisico e nella mente e di cui non si conosce ancora la vera causa scatenante. 
Attualmente, il morbo di Alzheimer conta circa 25 milioni di vittime tra cui 600.000 italiani, soprattutto anziani over sessanta, anche se spesso la malattia si manifesta prima dei 50 
anni. 
Nel corso degli ultimi anni, sono stati tanti i passi avanti effettuati dalla ricerca nel tentativo di scoprire le cause del morbo di Alzheimer e una soluzione a questa temibilissima
malattia ma, nonostante molte illuminanti scoperte, l'obiettivo non è ancora stato raggiunto. 
Ecco perché, in occasione della giornata mondiale dell'Alzheimer, è importante ricordare la prevenzione come strumento fondamentale per combattere il morbo e per anticiparne la 
progressione. Oggi le tecniche utilizzate, quali risonanza magnetica e PET, sono in grado di percepire con largo anticipo e anche in persone apparentemente sane, se l'Alzheimer è 
già in atto o se vi è un rischio concreto di ammalarsi. Giocare in anticipo con il morbo di Alzheimer è fondamentale, perché solo trattando la patologia in anticipo è possibile 
diminuirne i sintomi e la progressione, oltre ad aiutare la ricerca a capirla sempre di più.
L'arma più potente di cui disponiamo al momento, quindi, è l'informazione: la Società Italiana di Neurologia si occupa perciò di informare adeguatamente le famiglie e di supportare 
il loro impegno nella gestione dei loro malati, fornendo aiuto e soprattutto speranza a chi è costretto a fronteggiare gli effetti di questa temibile, ma non invincibile, malattia. 
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