7/31/2016

Alzheimer, le relazioni preservano le facoltà cerebrali

Il cervello è una macchina che ha bisogno di funzionare: o lo si usa, o lo si perde. E' quanto afferma Ozioma Okonkwo, firmatario di una nuova ricerca sul funzionamento delle malattie neurodegenerative, che vede nei lavori a contatto con le persone un possibile scudo contro il declino cognitivo. 
Riunitisi a Toronto per fare il punto sui progressi della ricerca e soprattutto sulle possibili strade di diagnosi e prevenzione, alcuni ricercatori hanno rilevato che  avvocati, insegnanti, medici e altri professionisti che basano il loro impiego sulle relazioni con il cliente risultano meno inclini a contrarre il morbo di Alzheimer. Tale scoperta è stata effettuata dagli esperti Usa dell'Alzheimer disease center nel Wisconsin ed è stata presentata proprio in occasione dell'Alzheimer's association international conference di Toronto, tenutosi a fine Luglio. 
La ricerca si può riassumere efficacemente con le dichiarazioni del primo firmatario della ricerca: "Lavorare con le persone, piuttosto che con le cose o i dati, e interagire con gli altri in tempo reale, richiede un intenso impegno cerebrale. Il cervello funziona così: o lo si usa o lo si perde. E, se lo usiamo molto, lo aiutiamo anche a sostenere le ingiurie del tempo".
Alla luce di queste constatazioni, comprendiamo che le attività che prevedono interazione e comunicazione con gli altri possono rappresentare una vera e propria terapia contro il declino cognitivo. Abituiamoci ad uscire più spesso, ad incontrare gli amici o persone nuove, a regalarci esperienze condivise: prendiamoci cura del nostro cervello, ed esso si prenderà cura di noi!
injection to stop drinking where to buy low dose naltrexone naltrexone rheumatoid arthritis
implant for alcoholics site what does vivitrol do
‹‹ Torna indietro